Libri per un’estate sostenibile

Libri per un'estate sostenibile: 7 letture che fanno bene a te e al pianeta

L’estate è il momento perfetto per prendersi del tempo e leggere qualcosa che nutra non solo la mente, ma anche il nostro senso ecologico. Se stai cercando ispirazione per un mondo più verde, ecco una selezione di libri che parlano di ambiente, futuro sostenibile e scelte consapevoli. Da leggere sotto l’ombrellone… o all’ombra di un albero!

1. “La civiltà sostenibile” – Enrico Giovannini

Un saggio accessibile che spiega perché la sostenibilità è l’unica via possibile per il nostro futuro.
Il portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) racconta i 17 Obiettivi ONU in modo semplice e coinvolgente, con proposte concrete per cittadini e aziende

2. “Dove sono tutti quanti?” – Greta Thunberg (The Climate Book)

Un’opera corale guidata dalla giovane attivista svedese, con contributi da oltre 100 esperti internazionali.
Clima, politica, scienza e giustizia sociale si intrecciano in un volume che non lascia indifferenti e che invita all’azione, anche a partire da piccole abitudini.

3. “Zero rifiuti in cucina” – Lisa Casali

Una guida pratica per chi vuole ridurre lo spreco alimentare partendo dai fornelli.
Dalla buccia del limone alla foglia del cavolfiore, ogni ingrediente può essere valorizzato: ricette anti-spreco, consigli per compostaggio e nuove abitudini in cucina

4. “Less is More” – Jason Hickel

Una critica alla crescita infinita e un’analisi di come il decrescere, se fatto bene, può migliorare vita e pianeta.
L’economista propone un nuovo modello economico basato su decrescita sostenibile e redistribuzione equa. Da leggere con mente aperta.

5. “Il pianeta mangiato” – Stefano Liberti

Un viaggio nell’agro-industria globale e nei paradossi del cibo contemporaneo.
Liberti racconta l’impatto ambientale dell’alimentazione industriale, tra sprechi, monoculture e soluzioni possibili per un’agricoltura etica.

6. “Ecologia del desiderio” – Antonio Cianciullo

Come costruire un futuro sostenibile non con la rinuncia, ma con l’immaginazione.
Un libro ottimista che propone una visione allettante della sostenibilità: più benessere, meno consumo inutile, più relazioni autentiche.

7. “This is a Good Guide – for a sustainable Lifestyle” – Marieke Eyskoot

Una guida visiva e pratica per vivere in modo sostenibile ogni giorno, con stile.
Moda, viaggi, lavoro, casa, bellezza: tutto può essere rivisto in chiave green. Perfetto per chi vuole iniziare o migliorare il proprio stile di vita eco.

Perché leggere (e consigliare) libri sulla sostenibilità?

  • Aumentano la consapevolezza su temi urgenti
  • Offrono soluzioni concrete e stimolanti
  • Favoriscono conversazioni e scelte più etiche
  • Sono un regalo intelligente da fare e da farsi

Italia Gas e Luce promuove la cultura della sostenibilità in tutte le sue forme: anche attraverso la lettura. Siamo convinti che l’informazione e la conoscenza siano il primo passo per cambiare davvero. Per questo sosteniamo ogni iniziativa che aiuta le persone a vivere in modo più consapevole e rispettoso dell’ambiente.

E tu, quale libro metterai in valigia questa estate?

Protezioni solari sostenibili: bellezza e natura si incontrano

Protezioni solari sostenibili: come salvare pelle e ambiente

Con l’arrivo dell’estate, la protezione solare diventa essenziale. Tuttavia, è importante scegliere prodotti che non solo proteggano la nostra pelle, ma anche l’ambiente. Le tradizionali creme solari contengono spesso ingredienti chimici che possono danneggiare gli ecosistemi marini e contribuire all’inquinamento ambientale. Fortunatamente, esistono alternative più ecologiche e sicure.

Cos’è una protezione solare sostenibile?

Le protezioni solari sostenibili sono formulate con ingredienti naturali e biodegradabili, privi di sostanze chimiche nocive come ossibenzone, avobenzone, octinoxate e octocrylene. Questi componenti, se rilasciati in mare, possono danneggiare i coralli e alterare l’equilibrio degli ecosistemi marini. Le alternative eco-friendly utilizzano filtri minerali come l’ossido di zinco e il biossido di titanio, che agiscono come schermi fisici contro i raggi UV senza compromettere la salute dell’ambiente.

Perché è importante scegliere solari eco-compatibili?

  • Protezione dei coralli: Alcuni ingredienti chimici nelle creme solari possono causare lo sbiancamento dei coralli, compromettendo la biodiversità marina.
  • Riduzione dell’inquinamento: Le sostanze chimiche possono accumularsi negli ecosistemi acquatici, influenzando negativamente la fauna e la flora.
  • Sostenibilità: I prodotti eco-friendly spesso utilizzano imballaggi riciclabili o biodegradabili, contribuendo a ridurre i rifiuti plastici.

Come riconoscere una protezione solare sostenibile?

  • Etichettatura: Cerca certificazioni come “reef-safe“, “biodegradabile” o “eco-friendly“.
  • Ingredienti: Preferisci prodotti con filtri minerali e privi di parabeni, ftalati e profumi sintetici.
  • Imballaggio: Opta per confezioni in materiali riciclabili o compostabili.

Consigli per un’estate sostenibile

  • Applicazione: Applica la protezione solare almeno 30 minuti prima dell’esposizione al sole e riapplica frequentemente, soprattutto dopo il bagno.

 

  • Abbigliamento protettivo: Indossa cappelli, occhiali da sole e abbigliamento con protezione UV.

 

  • Comportamento responsabile: Evita di applicare la protezione solare direttamente in acqua; applicala prima di entrare in mare per ridurre l’impatto ambientale.

Italia Gas e Luce è entusiasta di promuovere scelte consapevoli e sostenibili. Sostenendo l’adozione di protezioni solari eco-friendly, contribuiamo insieme alla salvaguardia dei nostri mari e della salute del pianeta. Ogni piccolo gesto conta: scegliamo prodotti che rispettano la nostra pelle e l’ambiente.

 

Hai già scelto la tua crema solare sostenibile?

Raccontacelo nei commenti o condividi questo articolo per un’estate più green!

Lana grezza: la rivoluzione sostenibile contro il petrolio in mare

La lana grezza che salva il mare

In un mondo sempre più attento alla sostenibilità, l’innovazione spesso nasce da risorse inaspettate. È il caso di WOOLRES (Wool Recycle Eco System), un progetto italiano che trasforma la lana sucida—la lana grezza non ancora lavata—da sottoprodotto agricolo a strumento efficace per la bonifica degli sversamenti di petrolio in mare.

La scoperta della lana sucida

La lana sucida, ricca di lanolina, possiede proprietà idrorepellenti e una notevole capacità di assorbire sostanze oleose. Queste caratteristiche la rendono ideale per assorbire il petrolio disperso in acqua. Il progetto WOOLRES sfrutta queste proprietà per sviluppare un sistema di recupero del petrolio che è sia efficiente che ecologico.

Il progetto WOOLRES

Avviato nel distretto tessile di Biella, WOOLRES è il risultato della collaborazione tra Tecnomeccanica Biellese, l’associazione Tessile e Salute, e il Politecnico di Torino. Il progetto ha ricevuto finanziamenti europei e regionali, permettendo la realizzazione di un prototipo dimostrativo su scala pre-industriale. Questo sistema utilizza la lana sucida per assorbire il petrolio, che viene poi recuperato e raffinato, mentre la lana può essere riutilizzata fino a 20 volte prima di essere destinata alla termovalorizzazione .

Vantaggi ambientali ed economici

  • Efficienza: 10 tonnellate di lana sucida possono assorbire fino a 950 tonnellate di petrolio, pari a circa 6.350 barili.
  • Riutilizzabilità: La lana può essere impiegata più volte, riducendo i costi e l’impatto ambientale.

 

  • Sostenibilità: Utilizza un sottoprodotto agricolo spesso considerato rifiuto, trasformandolo in una risorsa preziosa.
  • Recupero del Petrolio: Il petrolio assorbito può essere raffinato, riducendo le perdite economiche e ambientali.

WOOLRES rappresenta un esempio brillante di come l’ingegno e la sostenibilità possano convergere per affrontare sfide ambientali complesse. Trasformando un materiale spesso trascurato in una soluzione efficace per la bonifica del mare, questo progetto dimostra che le risposte ai problemi ecologici possono essere trovate anche nelle risorse più umili. Italia Gas e Luce crede fortemente nell’innovazione sostenibile e nei progetti che uniscono tradizione, ingegno e rispetto per l’ambiente. Iniziative come WOOLRES dimostrano che anche un materiale semplice come la lana può avere un impatto straordinario nella salvaguardia del pianeta.

Reverse Graffiti: quando pulire è una forma d’arte (e di Attivismo Green)

Reverse Graffiti: quando pulire è una forma d'arte (e di Attivismo Green)

Reverse Graffiti: la Street Art Ecosostenibile che pulisce per comunicare

In un mondo sempre più attento alla sostenibilità ambientale e al decoro urbano, nasce una forma d’arte sorprendente: il reverse graffiti. Questa tecnica innovativa trasforma lo sporco cittadino in messaggi di speranza e consapevolezza ambientale, con un approccio artistico che unisce ecologia, creatività e attivismo green.

Cos’è il Reverse Graffiti?

Il reverse graffiti, conosciuto anche come “clean tagging” o “grime writing”, è una tecnica di street art sostenibile che consiste nel rimuovere lo sporco da una superficie urbana per creare un disegno, invece di aggiungere colore. Utilizzando acqua ad alta pressione, spazzole o stencil, gli artisti puliscono selettivamente porzioni di superfici annerite da smog, polvere e inquinamento.

Il risultato è una comunicazione visiva d’impatto, spesso temporanea, che valorizza il concetto di arte pulita e stimola riflessioni sull’ambiente urbano.

Le origini: dall’Inghilterra al Mondo

Il reverse graffiti nasce negli anni ’90 grazie a Paul “Moose” Curtis, un artista britannico che ha intuito il potenziale artistico del “negativo” lasciato dall’inquinamento. Le sue prime opere sono apparse nei sottopassi di Leeds e Manchester, per poi diffondersi a livello globale.

Una delle sue installazioni più celebri è stata realizzata a San Francisco, sotto un ponte, per una campagna di ambient marketing ecologico. Il disegno, realizzato con idropulitrici, raffigurava una foresta che emergeva dalla fuliggine urbana: un potente simbolo di rinascita ecologica.

reverse graffiti su muro inquinato - arte sostenibile urbana

Reverse Graffiti: Arte, Attivismo o Marketing Sostenibile?

Il reverse graffiti è un mezzo espressivo che oscilla tra arte urbana e attivismo ambientale. Molte installazioni trasmettono messaggi forti contro l’inquinamento, il consumismo e il degrado visivo delle città. Non si tratta solo di decorazione urbana, ma di un linguaggio visivo alternativo che denuncia e ispira.

Spesso utilizzato anche da aziende attente all’ambiente per campagne di green marketing, il reverse graffiti rappresenta un esempio virtuoso di pubblicità etica.

Il Reverse Graffiti in Italia

Anche in Italia il fenomeno sta guadagnando visibilità. In città come Milano, Roma, Torino e Bologna, diverse iniziative hanno trasformato strade e marciapiedi in vere e proprie tele ecologiche.

Tra le più interessanti:

  • Cesena: la campagna “Sporcati le mani… pulendo!” ha coinvolto studenti e cittadini nella creazione di graffiti ecologici con stencil a tema ambientale.

  • Bologna: durante eventi culturali come Arte Fiera, sono stati realizzati interventi di reverse graffiti nei pressi della stazione, con messaggi su sostenibilità e cambiamento climatico.

Perché il Reverse Graffiti Conta

Oltre a essere legalmente tollerato (in quanto si tratta di pulizia), il reverse graffiti offre numerosi spunti educativi e culturali. È un invito a guardare con occhi nuovi l’ambiente urbano, trasformando sporcizia e incuria in consapevolezza e bellezza.

Italia Gas e Luce per un ambiente più pulito

In linea con i valori di sostenibilità e innovazione, Italia Gas e Luce supporta la diffusione di pratiche artistiche ed ecologiche come il reverse graffiti. Perché l’energia pulita non è solo una questione di fonti, ma anche di idee che trasformano e migliorano i nostri spazi urbani.

Fumate e futuro: cosa ci insegna il Conclave sulle nostre scelte

Fumate e futuro: cosa ci insegna il Conclave sulle nostre scelte

Editoriale IGL Magazine – Venerdì 2 maggio 2025

C’è qualcosa di magico nel vedere salire una fumata dalla Cappella Sistina. Bianca o nera, è un linguaggio universale: in quel momento, il mondo si ferma. Un segnale che, senza dire una parola, dice tutto.

Nel 2025, mentre si parla sempre più spesso di un possibile nuovo conclave, ci siamo chiesti: cosa può insegnarci questo antico rituale nel nostro presente fatto di scelte quotidiane, spesso più silenziose ma non meno importanti?

La semplicità del segnale

In un’epoca fatta di notifiche, breaking news e messaggi vocali da due minuti e mezzo, il Vaticano resta fedele a un gesto antico: un po’ di fumo, e tutto il mondo sa se c’è o no un nuovo Papa. Geniale nella sua essenzialità.
Ma la fumata è molto più di un segnale: è il simbolo di un processo. L’attesa, il confronto, il dubbio. E alla fine, la scelta.

Bianca, nera… o grigia?

Nel mondo della sostenibilità siamo spesso fermi a una “fumata grigia”: non sappiamo bene da che parte andare, ci sono opinioni diverse, interessi contrastanti. Eppure, ogni giorno abbiamo la possibilità di scegliere: cosa acquistiamo, come ci spostiamo, che energia usiamo, che valori portiamo avanti.
La fumata bianca, oggi, potrebbe essere decidere di ridurre gli sprechi. Riorganizzare il proprio stile di vita. Fare squadra, come fanno i cardinali nel conclave, per un bene più grande.

Scelte lente ma sostenibili

La sostenibilità non è fatta di gesti impulsivi. Come nel conclave, le decisioni che durano davvero nascono da confronto, ascolto, pazienza. Non sempre tutto è subito. Ma proprio come per l’elezione del Papa, quando arriva il momento giusto, si sente forte e chiaro: fumata bianca!

E se il mondo guardasse le nostre scelte come guarda quella fumata?

Forse inizieremmo a dare più valore a ogni decisione. A ogni “no” che può diventare un “sì” più consapevole. Perché, anche se non saliamo su un tetto a lanciare segnali, ogni piccola azione può ispirare un cambiamento.

In fondo, sostenibilità è anche questo:

Saper aspettare la fumata giusta. E poi agire. Insieme.

Italia Gas e Luce al Netcomm Forum 2025

Italia Gas e Luce al Netcomm Forum 2025:
Innovazione Digitale e Nuove Connessioni nella XX Edizione

Siamo stati al Netcomm Forum 2025 – E vi raccontiamo com’è andata!


Il 15 e 16 aprile eravamo presenti a Milano per partecipare alla XX edizione del Netcomm Forum, l’evento di riferimento in Italia per chi si occupa di digitale, e-commerce e innovazione. Un appuntamento importante, un vero e proprio hub di idee, tecnologie e visioni sul futuro ricco di spunti e incontri interessanti. E sì, c’eravamo anche noi di Italia Gas e Luce!

Quest’anno il forum aveva un titolo bello tosto: “The Next 20 Years in 2 Days”. In pratica, due giornate per guardare dritto al futuro del digitale. E tra oltre 380 espositori e più di 35.000 partecipanti, è stato bello far parte di questa grande community che si muove ogni giorno verso il cambiamento.

Per noi è stata una vera occasione di crescita. Abbiamo respirato innovazione, ascoltato interventi di grandi esperti, e ci siamo messi in gioco per capire meglio come evolvono le esigenze dei clienti in un mondo sempre più connesso. Un’occasione perfetta fatta di networking, workshop tematici e incontri one-to-one con player dell’innovazione, startup e professionisti del settore. La partecipazione è stata la giusta occasione per approfondire i trend emergenti legati al mondo dei servizi digitali, per confrontarci con tante realtà, condividere idee e portare a casa nuove ispirazioni.

Non solo business e tecnologie, ma anche tanta energia (quella positiva!) e la voglia di fare le cose in modo sempre più smart e vicino alle persone. Proprio come piace a noi: crescita, confronto e visione.

Perché per Italia Gas e Luce, digitale significa anche accorciare le distanze tra noi e voi, semplificare la comunicazione e rendere i servizi sempre più accessibili ovunque vi troviate. Ma non solo: scegliere soluzioni digitali aiuta a ridurre l’uso di carta, spostamenti e materiali, con un beneficio concreto anche per l’ambiente. Un piccolo passo per un futuro più sostenibile, dove tecnologia e rispetto per il pianeta camminano insieme.

Il Netcomm Forum 2025 ci ha confermato una cosa: il futuro è qui, e corre veloce. E noi siamo pronti a stargli dietro, con entusiasmo, curiosità e tanta voglia di fare sempre meglio.

 

“L’energia non è solo quella che forniamo, ma anche quella che condividiamo.”

Eutopia – quando la sostenibilità incontra la creatività

Eutopia: quando la sostenibilità incontra la creatività
Intervista a Giorgia, la fondatrice.

Creare qualcosa di bello senza danneggiare il pianeta: è possibile? Per Giorgia, fondatrice di Eutopia, la risposta è sì. Il suo brand di gioielli nasce dall’incontro tra artigianato e innovazione, trasformando la plastica riciclata in gioielli unici e sostenibili. Noi di Italia Gas e Luce l’abbiamo intervistata per scoprire la sua storia, il suo impegno e la sua visione di un mondo più consapevole.

Ciao Giorgia! Raccontaci un po’ di te: chi sei e cosa ti ha spinto a creare Eutopia?

Giorgia ha 29 anni e vive nelle Marche. Da sempre appassionata di natura, animali e fai-da-te, ha unito la sua vena creativa con la conoscenza tecnica e la passione del suo ragazzo per la stampa 3D.
“L’idea è nata quasi per caso”, racconta. Dopo aver ricevuto un kit per creare collane, si è resa conto dell’impatto ambientale della plastica utilizzata e si è chiesta se fosse possibile realizzare perline con materiali riciclati.


“Se i filamenti per la stampa 3D si comprano… e siamo circondati da bottiglie di plastica, perché non provare a crearceli da soli?”

Da quel momento è iniziata una lunga sperimentazione, tra tentativi, fallimenti e successi, fino alla nascita di Eutopia.” Un progetto perfetto quindi, che unisce sostenibilità, creatività e tecnologia per dare nuova vita ai materiali di scarto e creare singolari collane, braccialetti e ciondoli.

 

L’idea di Eutopia è nata in un momento particolare?

“Sì, è nata quasi per caso, da un mix di curiosità, passione e senso di colpa. L’idea è scaturita da una semplice domanda: come posso creare qualcosa di bello senza contribuire all’inquinamento? Non volevo rinunciare alla creatività, ma neanche chiudere gli occhi davanti al problema della plastica usa e getta.”

Così, unendo le sue competenze artistiche con la conoscenza tecnica del suo ragazzo, insieme hanno iniziato a sperimentare la creazione di filamenti riciclati per la stampa 3D.

Da dove viene il nome Eutopia? Cosa rappresenta per te questo progetto?

“Il nome Eutopia nasce da un segno del destino. Quando abbiamo acquistato la nostra prima stampante 3D di seconda mano, al suo interno c’era già caricato un file: era il logo dell’album Utopia di Travis Scott. Quel nome mi ha colpita, ma l’idea di “utopia” ha in sé un senso di irraggiungibilità, di qualcosa di perfetto ma impossibile da realizzare. E io non la vedevo così”.


Così, nasce Eutopia, che significa luogo buono. Un mondo in cui la sostenibilità non è un sogno lontano, ma un obiettivo concreto. Il suo motto è chiaro:


“Good and f*cking possible”

 

Per Giorgia, questo motto significa che la sostenibilità non è un ideale irraggiungibile, ma un percorso fatto di tentativi, errori e miglioramenti costanti.


“Nei nostri gioielli questo si traduce in un design che non nasconde l’origine dei materiali: ogni pezzo racconta la sua storia, e l’imperfezione diventa un valore, non un difetto.”

 

Da dove nasce questa passione e questo impegno nella sostenibilità?

Fin da bambina, Giorgia ha avuto una forte connessione con la natura e il mondo animale. Crescendo, ha iniziato a porsi domande più consapevoli sull’impatto ambientale delle sue scelte: “da dove viene ciò che indosso? Quale impatto ha?”


“La sostenibilità non è qualcosa di complicato o elitario, per me significa semplicemente rispetto: per l’ambiente, per chi lo abita, per il futuro. E questo rispetto cerco di trasmetterlo con il mio lavoro.”

Cosa rende Eutopia diverso dagli altri brand di gioielli sostenibili?

“Non ci piace dire che siamo diversi, preferiamo lasciare che siano i nostri clienti a confermarlo”.

Quello che distingue Eutopia è il mix di tecnologia e artigianato: realizzano i propri filamenti partendo da plastica riciclata e lavorano ogni pezzo a mano, senza inseguire la perfezione, ma valorizzando l’autenticità.


“Per noi la sostenibilità non è solo un concetto di marketing, è il nostro punto di partenza.”

 

Quali sono le principali sfide che hai incontrato lavorando con materiali di riciclo e come le hai superate?

La sfida più grande è stata rendere il materiale adatto alla stampa 3D. I filamenti di plastica riciclata non hanno la stessa resa di quelli commerciali e richiedono continue regolazioni di temperatura e resistenza.


“Abbiamo fatto tantissime prove, modificato il nostro macchinario e ancora oggi continuiamo a migliorarlo. È un processo in continua evoluzione.”

 

Molte persone vogliono essere più sostenibili ma non sanno da dove iniziare. Qual è il tuo consiglio per chi vuole fare scelte più consapevoli nella moda e non solo?

Giorgia consiglia di partire da tre azioni semplici:

  • Informarsi: leggere le etichette, capire la provenienza dei prodotti.
  • Cambiare mentalità: non serve essere perfetti, ma fare scelte più consapevoli.
  • Comprare meno e meglio: ridurre gli sprechi è già un grande passo.

“Basta iniziare, anche con piccoli gesti. La sostenibilità non è un sacrificio, ma un’opportunità.” 

Qual è il messaggio più importante che vuoi trasmettere con Eutopia?

Che un mondo più sostenibile è possibile.

“Possiamo creare cose belle senza danneggiare il pianeta. Non serve essere perfetti, basta essere consapevoli.”


Ogni gioiello di Eutopia porta con sé questa filosofia, trasformando un materiale di scarto in qualcosa di prezioso e significativo.

 

Promuovi la tua attività su TikTok. Come è stato per te metterci la faccia, soprattutto all’inizio?

All’inizio, esporsi sui social è stato difficile, ma Giorgia ha scoperto che le persone apprezzano l’autenticità più della perfezione. Su TikTok mostra il dietro le quinte del suo lavoro, con i successi e gli errori del processo creativo.


“Cerco sempre di rispondere ai commenti con sincerità, e se qualcuno critica in modo costruttivo, ne faccio tesoro.”

 

Noi di Italia Gas e Luce ringraziamo Giorgia per aver condiviso con noi la sua storia e il suo impegno per un mondo più sostenibile.

Eutopia dimostra che la creatività può essere un motore di cambiamento e che un futuro più green è, davvero, possibile.


Scopri di più su Eutopia: goingtoeutopia.com e non dimenticarti di seguire Eutopia su TikTok!

L’Arte come strumento di attivismo ecologista

Arte ed Ecologia
Intervista a Marco Ranieri, l'Artista che trasforma la biodiversità urbana in attivismo"

In un mondo sempre più urbanizzato, dove la natura sembra trovare spazio solo nei parchi e nei giardini curati, c’è chi si impegna a valorizzare la vegetazione spontanea che cresce negli angoli nascosti delle città. Marco Ranieri è uno di loro: artista, mediatore artistico e ricercatore indipendente, ma soprattutto “artivista“, unendo arte e attivismo ecologista. Lo abbiamo incontrato per parlare del suo lavoro e del suo impegno per la biodiversità urbana.

Marco, puoi raccontarci qualcosa di te e di come è nata la tua passione per la natura e l’ecologia?

“Se dovessi descrivere la mia professione in maniera molto formale, direi che sono artista, mediatore artistico e ricercatore indipendente. Più colloquialmente mi piace usare il termine ‘artivista‘, che unisce arte e attivismo, nel mio caso ecologista.”

Fin dall’infanzia, Marco è stato affascinato dalla natura, in particolare dalle piante, dagli insetti e dai volatili. La sua passione per l’ecologia nasce dal desiderio di comprendere le dinamiche degli ecosistemi e sviluppare nuove forme di convivenza con l’ambiente. Tuttavia, il suo impegno attivo per la difesa della natura è scaturito da esperienze dirette: dalle proteste per l’inquinamento industriale nella periferia milanese, passando a quelle per la costruzione dell’inceneritore de Pollino a Pietrasanta, fino alla lotta contro la cementificazione delle Alpi Apuane.

 

Come è nato il progetto Herbario Urbano e quale messaggio vuole trasmettere?

Nato nel 2013 a Valencia, “Herbario Urbano” è un progetto che affonda le radici in un contesto di lotta urbana: “Il quartiere del Cabanyal rischiava la demolizione per far spazio a una grande strada costeggiata da alberghi. In risposta, nacquero forti proteste e iniziative culturali, e fu in questo contesto che ho creato il primo intervento di ‘Herbario Urbano’. In alcuni lotti abbandonati, la vegetazione spontanea aveva creato veri e propri ecosistemi, e io ho deciso di valorizzarli trasformandoli in giardini botanici spontanei“.

Il progetto si è poi esteso ad altri quartieri e città, con installazioni artistiche, passeggiate interpretative e azioni collettive volte a sensibilizzare sul valore della vegetazione spontanea: “Queste piante crescono ovunque trovino uno spazio, trasformando aree dismesse in hot spot di biodiversità e corridoi ecologici per la fauna urbana”.

Il progetto è consultabile sulla pagina www.herbario-urbano.blogspot.com

Come ti approcci ai nuovi progetti? Nascono da un’esigenza particolare o da un’ispirazione che ti viene dal mondo circostante?

Ogni progetto di Ranieri nasce da una riflessione sul rapporto tra natura e società: “Mi interessa trasformare l’esperienza della natura in arte, creando spazi di dialogo tra esseri umani e altri esseri viventi: piante, uccelli, insetti, comunità batteriche”.

“I miei progetti si espandono in maniera rizomatica, attraverso collegamenti di idee e ramificazioni. Dal progetto Herbario Urbano sono nati nuovi percorsi artistici, come ‘Cientos volando‘, dedicato agli uccelli urbani, ‘TODA ABEJA HACE PRADERA‘, un’iniziativa per favorire gli insetti impollinatori e il recupero del suolo fertile, e “TODO LO QUE CRECE”, una ricerca artistico-botanica comunitaria ed itinerante con al centro i saperi botanici tradizionali e subalterni che conserviamo nella nostra memoria.”
“TODO LO QUE CRECE” (“Tutto quello che cresce”, in italiano) è l’ultimo progetto importante sul quale l’artista si sta concentrando e nel quale ha idea di includere anche l’Italia con i suoi caratteristici borghi.

Per seguire tutti gli sviluppi sui progetti di Marco Ranieri vi consigliamo di seguire il suo profilo Instagram @_marcoranieri_

 

 

Quali sono i benefici della vegetazione spontanea nelle città e perché è importante proteggerla?

Spesso considerate “erbacce”, le piante spontanee offrono numerosi benefici ecologici: “Sono rifugio per insetti impollinatori e uccelli, migliorano la ritenzione dell’umidità nel suolo, assorbono anidride carbonica e inquinanti atmosferici. Inoltre, molte di esse sono edibili o hanno proprietà medicinali, contribuendo a conservare antichi saperi popolari”.

Anche a livello sociale, la loro presenza ha un impatto positivo: “La natura non addomesticata nelle città riduce lo stress e migliora il benessere emotivo. Non dobbiamo sottovalutare il potere estetico e terapeutico di una fioritura spontanea tra le crepe del cemento”.

C’è stato un momento o un’esperienza particolare che ti ha fatto capire l’importanza di studiare e valorizzare la vegetazione spontanea?

“Si è trattato più che altro della convivenza quotidiana con questo tipo di vegetazione e dell’osservazione costante dei suoi cambiamenti nel susseguirsi delle stagioni. È una fonte di meraviglia continua. Se dovessi però segnalare un evento significativo, evidenzierei la sospensione dell’uso del glifosato a Valencia nel 2015, che ha portato a una straordinaria esplosione di piante spontanee in tutta la città.”

Come la transizione eco sociale può aiutare a ridefinire il nostro rapporto con l’ambiente urbano e rurale?

“Credo che ci troviamo piuttosto nella situazione di dover riformulare il nostro rapporto con l’ambiente naturale e rurale per poter avviare la necessaria transizione eco sociale.”

Secondo Marco, la chiave è superare la logica estrattivista e colonialista per generare un nuovo paradigma incentrato sulla cura e sulla coevoluzione. L’arte, in questo contesto, non è solo un mezzo di sensibilizzazione, ma anche un potente strumento di ricerca e mediazione territoriale.

“Credo che l’arte possa essere utilizzata non solo come strumento illustrativo, divulgativo, pedagogico e/o sensibilizzante, ma come strumento di ricerca, interpretazione del territorio, mediazione artistica, e proposta di soluzioni partecipative a problematiche ambientali, e come strumento e/o pretesto per la creazione di contesti e spazi effimeri di socializzazione che favoriscano la possibilità di stringere relazioni e vincoli empatici per mezzo di situazioni collaborative e partecipative.”


Quali sono le principali sfide per la conservazione della biodiversità nelle città oggi?

Secondo Ranieri, la principale minaccia alla biodiversità urbana è la cementificazione incontrollata e la gestione inadeguata del verde pubblico: “L’uso di diserbanti, le potature aggressive e la rimozione sistematica della vegetazione spontanea sono pratiche dannose”.

Le soluzioni esistono: “Dobbiamo ripensare la pianificazione urbana, creando più corridoi ecologici, tetti verdi e giardini verticali. Serve una regolamentazione che limiti i pesticidi e promuova la rinaturalizzazione. Ma è fondamentale anche un cambiamento culturale: dobbiamo imparare a vedere il verde spontaneo non come un segno di incuria, ma come una risorsa preziosa“.

Quali azioni concrete possiamo adottare nel nostro quotidiano per favorire un ambiente più sostenibile?

Ognuno di noi può contribuire alla sostenibilità: “Consumare meno e in modo più responsabile, preferire alimenti locali e di stagione, ridurre il consumo di prodotti animali provenienti da allevamenti intensivi, scegliere la mobilità sostenibile e le fonti di energia rinnovabile”.

Un consiglio per chi vuole avvicinarsi all’osservazione della vegetazione spontanea? “Esplorate la vostra città con occhi nuovi: osservate le piante che crescono ai margini delle strade, nelle crepe dei muri e nei lotti abbandonati. Portate con voi una guida botanica o usate un’app di riconoscimento. Scoprirete un mondo sorprendente, che cambia il modo di vedere lo spazio urbano”.

 

Noi di IGL siamo profondamente grati all’artista Marco Ranieri per aver condiviso con noi il suo tempo, la sua visione e la sua passione. Con la sua arte e il suo attivismo ecologista, ci ha ricordato che la natura è presente ovunque, anche nei luoghi più inaspettati. Sta a noi riscoprirla, riconoscerla, proteggerla e valorizzarla ogni giorno.

Green Gamification: divertimento e sostenibilità

Green Gamification: divertimento e sostenibilità

Benvenuti sul Magazine di Italia Gas e Luce, il vostro fornitore di energia 100% rinnovabile in tutta Italia.

Oggi vogliamo parlarvi di un argomento che unisce divertimento e sostenibilità: la green gamification. Ma di cosa si tratta? In poche parole, è l’utilizzo di elementi tipici dei giochi per incentivare comportamenti ecologici e responsabili.

Immaginate di poter accumulare punti ogni volta che riciclate, risparmiate energia o scegliete mezzi di trasporto sostenibili. Questi punti possono poi essere convertiti in premi o riconoscimenti, trasformando le buone azioni per l’ambiente in un gioco avvincente.

Ecco alcuni esempi concreti di green gamification:

1. Toyota Prius e la guida ecologica:

La Toyota ha integrato nei suoi modelli Prius un sistema che fornisce feedback immediato sullo stile di guida. I conducenti possono visualizzare in tempo reale l’efficienza del loro comportamento al volante, con l’obiettivo di ridurre il consumo di carburante e le emissioni. Questo sistema incoraggia una guida più attenta e sostenibile.

 

2. GreenApes: 

È un social network gamificato tutto italiano, dedicato alla sostenibilità. Gli utenti condividono le loro azioni ecologiche quotidiane, come l’uso della bicicletta o l’acquisto di prodotti biologici, guadagnando punti e sbloccando ricompense. La piattaforma crea una comunità virtuale che si sostiene a vicenda nel perseguire uno stile di vita più green.

 

3. Change Game:

Sviluppato dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, questo videogioco gestionale sfida i giocatori a salvare il mondo attraverso una gestione intelligente delle risorse. I partecipanti devono prendere decisioni su energia, cibo ed economia per costruire un futuro a zero emissioni, imparando così l’importanza della sostenibilità in modo interattivo e divertente.

 

4. Green Jumper di Misura:

Misura ha lanciato “Green Jumper“, un’iniziativa che combina sostenibilità e gamification. Attraverso questa piattaforma, gli utenti sono incoraggiati a compiere azioni ecologiche, accumulando punti che possono essere utilizzati per ottenere premi o sconti sui prodotti. Un modo innovativo per promuovere comportamenti sostenibili tra i consumatori.

 

5. Ducky – La competizione per le aziende green


Ducky è una piattaforma utilizzata da aziende e scuole per incoraggiare comportamenti sostenibili tra dipendenti e studenti. I partecipanti competono per ridurre la loro impronta di carbonio con azioni come mangiare vegetariano o ridurre i consumi energetici. Alla fine, vengono mostrati i risultati reali in termini di emissioni di CO2 risparmiate.

 

6. Algae Farm – Il videogioco che pulisce l’aria


In Algae Farm, i giocatori devono coltivare alghe virtuali che, nella vita reale, corrispondono a vere coltivazioni di alghe che assorbono CO2. Man mano che si progredisce nel gioco vengono finanziati progetti reali per migliorare la qualità dell’aria nel mondo.

 

Questi esempi dimostrano come la green gamification possa trasformare le sfide ambientali in opportunità di gioco, rendendo la sostenibilità un obiettivo raggiungibile e divertente per tutti.
Noi di Italia Gas e Luce crediamo fermamente nell’importanza di adottare comportamenti sostenibili e siamo sempre alla ricerca di iniziative innovative che possano coinvolgere e motivare la comunità verso un futuro più verde. Con la nostra energia 100% rinnovabile, ci impegniamo ogni giorno per un mondo più pulito e sostenibile.

Sanremo 2025 e gli artisti green

Sanremo 2025 e gli artisti green

L’edizione numero 75 del Festival di Sanremo ha purtroppo lasciato fuori dai testi delle canzoni le tematiche ambientali, senza riferimenti diretti al cambiamento climatico o alla tutela del pianeta.

Tuttavia, abbiamo cercato di scovare il green tra i protagonisti della kermesse, e siamo felici di raccontarvi chi si è distinto per il proprio impegno ambientale.


Gli artisti di Sanremo 2025 che si sono distinti per il loro impegno green:


1. Rose Villain – Make-up vegan e cruelty-free

La cantante e rapper Rose Villain, nota per il suo stile eclettico e il suo impegno per il benessere animale, è vegana e ha lanciato la linea di cosmetici Good Villain, interamente vegan e cruelty-free. «I prodotti che amavo, in versione “pulita”, non esistevano», ha dichiarato l’artista.
In occasione di Sanremo 2025, ha collaborato con Alpro per lanciare il Villain Café, un pop-up bar nel cuore della città con cappuccini vegetali e pasticceria vegan, dimostrando che la sostenibilità può essere gustosa e alla portata di tutti.

 


2. Brunori Sas e l’azienda vinicola naturale


Tra i nomi più importanti della scena musicale italiana, Brunori Sas ha da sempre espresso un forte legame con la natura nei suoi testi. Oltre alla musica, possiede un’azienda vinicola naturale, Le Quattro Volte, in cui applica tecniche di produzione sostenibili senza manipolazioni chimiche. I suoi vigneti si trovano in una zona ricca di biodiversità, e la sua filosofia produttiva è completamente eco-friendly.

 


3. Francesca Michielin – Riforestazione e divulgazione green


Francesca Michielin unisce musica e sostenibilità in modo attivo. Grazie alla collaborazione con Treedom, gli ascolti in streaming del suo album “2640” hanno contribuito alla creazione di una foresta di alberi di avocado in Kenya. «La mia musica fa crescere gli alberi», ha raccontato la cantautrice.
Ha inoltre condotto il programma “Effetto Terra” su Sky Nature, dedicato alla sostenibilità e alla divulgazione scientifica, portando al pubblico temi legati all’ambiente e alla necessità di un cambiamento consapevole.

 


4. Francesco Gabbani – La sostenibilità in TV e il riconoscimento Eco Move Prize


Oltre ad essere un artista di grande talento, Francesco Gabbani ha condotto il programma televisivo “Ci vuole un fiore”, interamente dedicato alla sostenibilità. Il suo obiettivo è diffondere messaggi eco-friendly attraverso la musica e la narrazione.
Il 12 febbraio 2025, Gabbani è stato premiato con l’Eco Move Prize, un prestigioso riconoscimento assegnato a personalità e istituzioni che si distinguono per il loro impegno a favore dell’ambiente. La cerimonia si è svolta nella cornice del Casinò di Sanremo, sottolineando ancora una volta il legame tra cultura e sostenibilità.

 


5. Mahmood – Messaggi animalisti nei videoclip


Mahmood, co-conduttore di Sanremo 2025, ha utilizzato la sua arte per sensibilizzare il pubblico sul tema del rispetto degli animali. Nel videoclip della sua canzone “Tuta Gold”, ha inserito riferimenti animalisti, portando sotto i riflettori una tematica spesso poco trattata nel mondo della musica mainstream.

 

6. Lucio Corsi, il glam-rock senza firme: “La moda non mi interessa”


Ultimo, ma non per importanza, Lucio Corsi che si è distinto sul palco dell’Ariston non solo per la sua musica, ma anche per la scelta di restare fedele a sé stesso, senza affidarsi a stylist o brand di lusso. «A me della moda non me ne frega assolutamente niente» ha dichiarato senza mezzi termini, sottolineando come il suo stile sia sempre stato legato alla musica, non alle tendenze del momento. Mentre gli altri artisti si destreggiavano tra fitting e accordi commerciali, lui ha deciso sera per sera cosa indossare, portando in scena i suoi costumi abituali, con magliette iconiche come quella con la scritta “trash” o Gatto Silvestro. Un’attitudine che richiama lo spirito originario del glam-rock: «Quella era un’estetica fatta di stracci, non di grandi firme»


Nonostante l’assenza di brani a tema ambientale, il Festival ha comunque messo in atto alcune iniziative per ridurre il proprio impatto ecologico e promuovere la sostenibilità:


✅ Collaborazione con Trenitalia, per incentivare l’uso del trasporto pubblico e ridurre le emissioni di CO2 legate agli spostamenti.


Living Garden Hub, uno spazio innovativo in cui artisti, esperti e istituzioni hanno discusso di sostenibilità, innovazione e ambiente.



Noi di Italia Gas e Luce crediamo che la sostenibilità sia il futuro. Per questo siamo felici di vedere che anche il mondo della musica, anche se a piccoli passi, si sta muovendo in questa direzione.


La cultura e l’intrattenimento possono essere strumenti potenti per sensibilizzare le persone su tematiche ambientali e promuovere uno stile di vita più consapevole.


💚 Se anche voi volete fare la differenza, scegliete energia 100% rinnovabile con Italia Gas e Luce! 💚

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