La famiglia oggi non è più quella di una volta: cosa è cambiato davvero

La famiglia oggi non è più quella di una volta: cosa è cambiato davvero

In occasione della Giornata Internazionale della Famiglia, è naturale chiedersi cosa significhi davvero oggi “famiglia”.
Non è cambiata solo nella forma, ma soprattutto nel modo in cui vive ogni giorno: abitudini, relazioni e decisioni sono sempre più diverse rispetto al passato.

Nel 2026, la famiglia è uno spazio in continua evoluzione, attraversato da trasformazioni sociali, tecnologiche e culturali che ridefiniscono il modo di stare insieme.

Meno ruoli rigidi, più condivisione

Uno dei cambiamenti più evidenti riguarda i ruoli all’interno della famiglia.
Se in passato erano più definiti, oggi sono molto più fluidi. Le responsabilità si condividono, le decisioni si prendono insieme e il contributo di ciascuno diventa importante.

Anche i figli, spesso, hanno un ruolo più attivo: partecipano alle scelte quotidiane, portano punti di vista nuovi e contribuiscono a costruire un equilibrio familiare più dinamico.
È una famiglia meno gerarchica, ma più dialogante—almeno nelle intenzioni.

Meno tempo, ma più consapevolezza (e qualche distrazione di troppo)

Le giornate sono sempre più piene e gli impegni si moltiplicano. Questo significa meno tempo da trascorrere insieme, ma anche una maggiore attenzione a come viverlo.

Quando si riesce a stare insieme, si cerca di farlo in modo più consapevole, dando valore anche ai momenti più semplici.
Eppure, proprio mentre si è seduti allo stesso tavolo, capita sempre più spesso che ognuno sia altrove: su uno schermo, in una notifica, in una conversazione digitale parallela.

La tecnologia ha reso possibile restare sempre connessi, ma non sempre davvero presenti. E così, mentre facilita l’organizzazione e accorcia le distanze, rischia silenziosamente di allungare quelle emotive.

Le decisioni quotidiane cambiano

Oggi molte scelte non sono più automatiche.
Dalla gestione della casa a cosa acquistare, fino all’organizzazione della giornata, le decisioni diventano sempre più condivise e ragionate.

Si parla di più, ci si confronta e si cerca un equilibrio tra esigenze diverse.
È proprio in questi momenti che si costruiscono abitudini e comportamenti che poi diventano parte della vita quotidiana.

E in un contesto globale sempre più complesso, anche le scelte più semplici iniziano ad avere un peso diverso.

Una famiglia che guarda al futuro (tra paure e responsabilità)

Nel 2026, la famiglia non vive più isolata dal mondo: ne assorbe le tensioni, le preoccupazioni e le speranze.
Le notizie sulla situazione geopolitica, le incertezze economiche e il cambiamento climatico entrano nelle conversazioni quotidiane, influenzando il modo in cui si guarda al futuro.

Cresce una consapevolezza nuova: quella che le scelte di oggi hanno conseguenze reali domani.
Non si tratta più solo di organizzare la giornata, ma di capire che tipo di mondo si sta contribuendo a costruire.

Per questo, sempre più famiglie iniziano a interrogarsi su temi come la sostenibilità, il consumo responsabile e l’uso delle risorse.
Piccoli gesti, come: ridurre gli sprechi, scegliere con più attenzione, usare l’energia in modo consapevole, diventano parte di una visione più ampia.

Il ruolo della tecnologia nella vita familiare

La tecnologia è ormai parte integrante della vita familiare.
Aiuta a gestire il tempo, facilita la comunicazione e rende accessibili informazioni che prima erano lontane.

Ma ogni strumento porta con sé un equilibrio da trovare.
Se da una parte semplifica, dall’altra rischia di sostituire momenti di confronto reale con interazioni rapide e frammentate.

La sfida, oggi, non è rinunciare alla tecnologia, ma imparare a usarla senza perdere ciò che rende la famiglia un luogo di relazione autentica.

Il futuro si costruisce insieme, a partire da piccoli gesti

Oggi come ieri la famiglia è il primo luogo in cui nascono scelte, abitudini e consapevolezza.
È qui che si impara cosa significa prendersi cura: degli altri, delle risorse, del futuro.

In un mondo che cambia rapidamente e spesso genera incertezza, la risposta non può essere individuale.
Serve uno sforzo condiviso, fatto di piccoli gesti quotidiani: spegnere una luce in più, scegliere con attenzione cosa consumare, dedicare tempo vero alle relazioni.

Non sono azioni isolate, ma segnali di un cambiamento possibile.

Italia Gas e Luce crede che un uso più responsabile dell’energia parta proprio da qui: dalla vita quotidiana e dalle decisioni condivise.
Perché il cambiamento non è fatto solo di grandi innovazioni, ma di scelte concrete che iniziano ogni giorno, in famiglia.

Le città più green del mondo: cosa stanno facendo davvero

Le città più green del mondo: cosa stanno facendo davvero

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di città sostenibili. Ma quali sono davvero le città più green del mondo e, soprattutto, cosa fanno concretamente per esserlo?

Non si tratta solo di piantare alberi o ridurre il traffico. Le città più sostenibili stanno cambiando il modo in cui produciamo e consumiamo energia, viviamo gli spazi urbani e ci muoviamo ogni giorno.

Cosa significa davvero “città green”

Una città può definirsi green quando riduce l’impatto ambientale e migliora la qualità della vita. Questo significa meno emissioni, più energia rinnovabile e una gestione intelligente delle risorse.

Non è solo una questione ambientale, ma anche sociale ed economica. Le città sostenibili sono spesso più vivibili, efficienti e attrattive.

Le città più green del mondo

Alcune città e Paesi sono oggi veri e propri modelli di sostenibilità, grazie a strategie concrete e risultati misurabili nel tempo.

Copenaghen è tra le realtà più avanzate: pur non avendo ancora raggiunto la completa neutralità carbonica prevista per il 2025, resta una delle città più vicine a questo obiettivo. Oltre il 60% degli spostamenti casa-lavoro avviene in bicicletta, mentre il sistema energetico si basa sempre più su energia eolica e teleriscaldamento efficiente.

Stoccolma è tra le capitali europee con le emissioni pro capite più basse. Il suo sistema di teleriscaldamento utilizza in gran parte fonti rinnovabili e recupero energetico, contribuendo a una riduzione significativa delle emissioni negli ultimi decenni.

Singapore rappresenta un modello di integrazione tra natura e innovazione: oltre il 40% del territorio è coperto da aree verdi, con parchi verticali, tetti verdi e infrastrutture sostenibili che migliorano la qualità della vita urbana.

Accanto alle città, anche alcuni Paesi stanno guidando la transizione energetica. La Norvegia produce oltre il 90% della propria elettricità da fonti rinnovabili, soprattutto idroelettrica, ed è leader mondiale nella diffusione delle auto elettriche. La capitale Oslo è tra le città europee più avanzate nella riduzione delle emissioni.

La Finlandia punta a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2035 e si distingue per l’efficienza energetica e l’uso di tecnologie smart. Helsinki integra teleriscaldamento sostenibile, mobilità efficiente e ampie aree verdi, rappresentando un modello di città intelligente.

E l’Italia? Negli ultimi anni ha fatto progressi importanti, soprattutto nello sviluppo delle energie rinnovabili, ma il percorso è ancora in evoluzione. Alcune città stanno investendo in mobilità sostenibile e riqualificazione urbana, ma il livello di diffusione e integrazione delle soluzioni green è ancora inferiore rispetto ai Paesi del Nord Europa. La direzione è però chiara: aumentare l’uso di energia pulita e migliorare l’efficienza energetica sarà sempre più centrale nei prossimi anni.

Cosa fanno davvero queste città

Ci sono alcune azioni comuni che fanno la differenza:

  • Investono in energia rinnovabile per alimentare edifici e servizi pubblici
  • Favoriscono la mobilità sostenibile con piste ciclabili e trasporto pubblico efficiente
  • Riqualificano gli spazi urbani con verde e soluzioni innovative

Coinvolgono cittadini e imprese in scelte più consapevoli

Cosa possiamo imparare

Non serve vivere in una grande città del Nord Europa per fare la differenza. Anche nelle nostre case possiamo adottare comportamenti più sostenibili.

Ad esempio, scegliere forniture di energia da fonti rinnovabili o ridurre gli sprechi energetici sono azioni concrete e immediate.

Anche piccoli gesti quotidiani, come usare elettrodomestici efficienti o ottimizzare i consumi, contribuiscono a un cambiamento più grande.

Il punto di vista di Italia Gas e Luce

Le città più green del mondo dimostrano che la sostenibilità non è un’idea lontana, ma una direzione concreta. È fatta di scelte quotidiane, tecnologie e consapevolezza.

Italia Gas e Luce crede in questo cambiamento e accompagna le persone verso un’energia più sostenibile, perché il futuro si costruisce insieme, partendo dalle scelte di ogni giorno.

Il futuro è green: come film e serie TV stanno raccontando l’energia sostenibile

Il futuro è green: come film e serie TV stanno raccontando l’energia sostenibile

Cinema e serie TV non sono più solo intrattenimento. Negli ultimi anni stanno diventando uno strumento sempre più potente per raccontare sostenibilità, cambiamento climatico e futuro dell’energia.

Attraverso storie, immagini e personaggi, milioni di spettatori entrano in contatto con temi che riguardano da vicino la vita di tutti i giorni: consumo energetico, risorse naturali e impatto ambientale.

E sempre più spesso, questi contenuti non si limitano a informare, ma riescono a far riflettere.

Film e documentari che raccontano il pianeta

Negli ultimi anni diversi film e documentari hanno portato il tema ambientale al centro del dibattito pubblico.

Tra i più conosciuti c’è Before the Flood, il documentario con Leonardo DiCaprio che racconta gli effetti del cambiamento climatico in diverse parti del mondo e l’importanza di accelerare la transizione verso energie rinnovabili.

Un altro esempio è Our Planet, la celebre serie documentario narrata da David Attenborough, che mostra la straordinaria bellezza degli ecosistemi terrestri ma anche le minacce che li mettono a rischio.

Produzioni come queste hanno avuto un impatto enorme, contribuendo a sensibilizzare milioni di persone sui temi ambientali.

Quando le serie immaginano città più sostenibili

Non sono solo i documentari a parlare di ambiente.
Anche molte serie TV e produzioni di fiction stanno iniziando a immaginare un futuro diverso.

Città più verdi, tecnologie alimentate da energia rinnovabile, nuovi modelli di mobilità e abitazioni più efficienti sono sempre più presenti nelle storie ambientate nel futuro.

Questi scenari aiutano a rendere concreti concetti come transizione energetica e sostenibilità, trasformandoli in qualcosa di visibile e comprensibile.

Curiosità: anche il cinema sta diventando più sostenibile

C’è un aspetto meno conosciuto, ma molto interessante:
anche il modo in cui vengono prodotti film e serie TV sta cambiando.

Sempre più produzioni stanno adottando pratiche sostenibili, come:

  • utilizzo di energia rinnovabile sui set
  • riduzione della plastica monouso
  • materiali scenografici riutilizzabili
  • trasporti a minore impatto ambientale

Alcuni grandi studi cinematografici hanno introdotto linee guida per rendere le produzioni sempre più sostenibili.

Perché queste storie sono importanti

Il modo in cui immaginiamo il futuro influenza anche le scelte che facciamo nel presente.

Quando cinema e serie TV raccontano un mondo più sostenibile, contribuiscono a diffondere una maggiore consapevolezza sull’energia, sulle risorse e sull’impatto delle nostre azioni quotidiane.

E rendono più vicino e concreto un tema che spesso viene percepito come distante.

La visione di Italia Gas e Luce

Italia Gas e Luce crede che la sostenibilità passi anche dall’informazione e dalla capacità di raccontare questi temi in modo chiaro e accessibile.

Le storie che guardiamo ogni giorno possono diventare uno strumento per avvicinare sempre più persone a un uso più consapevole dell’energia e a scelte quotidiane più responsabili.

Perché il futuro dell’energia non è solo tecnologia, ma anche cultura, consapevolezza e visione.

Black Friday Sostenibile: Guida all’acquisto Consapevole

Black Friday Sostenibile: Guida all'acquisto Consapevole

Ogni anno, l’ultima settimana di novembre porta con sé un’ondata di sconti e promozioni che mobilita miliardi in tutto il mondo: il Black Friday. Nato negli Stati Uniti come giornata di forti ribassi dopo il Giorno del Ringraziamento, l’evento si è trasformato in una maratona globale dello shopping, spesso accompagnata da una criticità evidente: l’impatto ambientale e sociale del consumo eccessivo.

Italia Gas e Luce promuove da sempre una visione della sostenibilità come scelta intelligente e lungimirante, non come rinuncia. La missione aziendale è fornire energia 100% green e rinnovabile, e con lo stesso spirito incoraggiare comportamenti d’acquisto più consapevoli. Il Black Friday può essere un’opportunità non solo per risparmiare, ma anche per orientarsi verso prodotti durevoli e aziende che rispettano l’ambiente.

La Curiosità che non ci si aspetta: Perché si chiama Black Friday?

Dietro il nome “Venerdì Nero” si celano diverse teorie, ma la più accreditata è legata al mondo della contabilità.

Curiosità storica

Il termine “Black Friday” non nasce dalle file dei consumatori, ma dai registri dei negozi. Fino agli anni ’80, la contabilità veniva segnata a mano: il rosso indicava le perdite, il nero i guadagni. Il venerdì successivo al Ringraziamento segnava l’inizio della stagione degli acquisti natalizi, permettendo ai commercianti di passare dal “rosso” al “nero”.

Oggi quel “nero” richiama anche il peso ambientale dello shopping. L’obiettivo è trasformare questo peso in una scelta consapevole e sostenibile.

Le 5 Regole per un Black Friday Sostenibile

L’acquisto etico non significa rinunciare, ma scegliere meglio. Ecco alcune linee guida utili per rendere gli sconti davvero green e orientare i comportamenti d’acquisto collettivi.

1. La Regola del Bisogno Reale

Prima di procedere all’acquisto, può essere utile applicare la “regola dei tre giorni”: chiedersi se l’articolo risponde a un bisogno concreto o se si tratta di un desiderio momentaneo stimolato dallo sconto. La riduzione degli sprechi parte da scelte consapevoli.

2. Privilegiare la Qualità alla Quantità

Un capo o un prodotto progettato per durare nel tempo ha un impatto ambientale inferiore rispetto a molti articoli economici e di breve durata. È utile considerare materiali sostenibili, riciclati, riparabili o dotati di certificazioni ambientali (leggi il nostro articolo sull’esempio virtuoso dei tessuti sostenibili come quelli di Romane Poret).

3. Scegliere Green: Km Zero e Aziende Etiche

L’origine del prodotto è un elemento importante. Sostenere marchi che utilizzano energia pulita, che favoriscono il Km Zero o che adottano politiche di lavoro etiche significa contribuire a un modello più responsabile.

4. L’Alternativa del “Green Friday”

Diverse aziende e comunità promuovono iniziative alternative, come il Green Friday o progetti di beneficenza. Cresce anche l’interesse per acquisti di prodotti usati, ricondizionati o rigenerati: un esempio concreto di consumo a basso impatto.

5. Attenzione all’Imballaggio e alla Logistica

Il trasporto è tra i principali fattori inquinanti durante il Black Friday. Risultano più sostenibili il ritiro in negozio o il raggruppamento degli ordini. Anche la verifica dei materiali d’imballaggio, preferibilmente riciclati e ridotti al minimo, contribuisce a diminuire l’impatto.

Oltre lo Sconto: La Scelta di IGL per un’Energia Consapevole

Il Black Friday rappresenta un momento di cambiamento e nuove opportunità. Per Italia Gas e Luce, l’opportunità è offrire energia 100% green, accompagnata da iniziative vantaggiose per promuovere un risparmio economico che non rinuncia alla sostenibilità.

Il 28 novembre non è soltanto una giornata di sconti, ma anche un’occasione per riflettere sul potere collettivo dei consumatori. Scegliere un Black Friday sostenibile equivale a compiere un gesto di responsabilità ambientale, in linea con l’impegno che Italia Gas e Luce porta avanti da anni.

Scegliere meglio significa vivere in modo più consapevole e contribuire a un futuro più green.

CER: comunità energetiche, un nuovo modo di vivere l’energia

CER: Comunità Energetiche Rinnovabili. Un nuovo modo di vivere l'energia

C’è un nuovo modo di produrre e consumare energia, più sostenibile e partecipato: quello delle Comunità Energetiche Rinnovabili, note come CER.
Un modello innovativo che sta crescendo rapidamente in tutta Italia e che trasforma cittadini, imprese ed enti locali in protagonisti attivi della transizione ecologica.

Noi di Italia Gas e Luce crediamo fortemente in questa visione: un’energia pulita che unisce le persone, valorizza i territori e genera benefici concreti per tutti.

Cos’è una Comunità Energetica Rinnovabile

Una CER è una comunità di persone, aziende e istituzioni che decidono di produrre, condividere e utilizzare energia da fonti rinnovabili – come il sole, il vento o l’acqua – all’interno di uno stesso territorio.

Grazie a impianti fotovoltaici o altre tecnologie, l’energia generata viene condivisa virtualmente tra i membri della comunità. Il risultato?

  • Risparmio economico grazie all’autoconsumo condiviso;
  • Riduzione delle emissioni di CO₂;
  • Maggiore coesione sociale e partecipazione attiva dei cittadini;
  • Incentivi dal GSE, che premia ogni kWh condiviso.

È un modello democratico e locale, che favorisce l’indipendenza energetica e la sostenibilità ambientale.

 

Le comunità energetiche in Italia: un movimento in crescita

In pochi anni, le CER sono passate da esperimenti pilota a una vera e propria rete diffusa su tutto il territorio nazionale.
Secondo gli ultimi dati:

  • Oltre 212 comunità energetiche rinnovabili risultano attive o già riconosciute dal GSE;
  • Più di 300 impianti producono e condividono energia tra circa 2.000 utenze;
  • Considerando anche i progetti in fase di avvio, le iniziative salgono a quasi 600 in tutta Italia.

Un numero destinato a crescere rapidamente, grazie agli incentivi statali e alla maggiore consapevolezza dei cittadini.
L’obiettivo comune? Condividere l’energia per moltiplicare i benefici, economici e ambientali.

Come funziona una CER – in 5 step

1️⃣ Produzione locale: si installano impianti da fonti rinnovabili (es. fotovoltaico).
2️⃣ Connessione alla rete: l’energia immessa viene misurata e tracciata.
3️⃣ Condivisione virtuale: i membri “consumano” parte dell’energia prodotta localmente.
4️⃣ Autoconsumo e incentivi: il GSE riconosce contributi economici per l’energia condivisa.
5️⃣ Benefici diffusi: bollette più leggere, meno emissioni, territorio più sostenibile.

L’esempio virtuoso della CER di Lido di Camaiore

Anche in Versilia si accende la rivoluzione verde.
A pochi passi dalla sede di Italia Gas e Luce, il Comune di Camaiore ha dato vita a una nuova Comunità Energetica Rinnovabile, con un progetto che coinvolge cittadini, imprese e associazioni locali.

L’iniziativa – promossa in collaborazione con la Misericordia di Lido di Camaiore – prevede l’installazione di impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di circa 200 kW, in grado di fornire energia pulita alla rete e condividere i benefici tra i partecipanti.

L’obiettivo è chiaro: ridurre i costi energetici, tagliare le emissioni e rendere Camaiore un modello di sostenibilità territoriale.
Un esempio concreto di come la collaborazione locale possa generare valore per tutti.

Noi di Italia Gas e Luce applaudiamo queste iniziative che rappresentano il futuro dell’energia — più verde, più accessibile e soprattutto più condivisa.

Le comunità energetiche in breve

Chi può aderire: cittadini, PMI, enti locali, cooperative, associazioni.
Quanto costa: in molti casi, nulla. L’adesione è gratuita e senza rischi.
Perché conviene: riduce la bolletta, genera incentivi e migliora la qualità dell’ambiente.
Dove informarsi: sul sito ufficiale del GSE.

Le comunità energetiche sono più di un’innovazione tecnologica: sono una nuova visione dell’energia, basata sulla collaborazione e sulla responsabilità condivisa.

E se la Versilia, con la sua nuova CER di Lido di Camaiore, ha scelto di credere in questo futuro, noi di Italia Gas e Luce non possiamo che essere orgogliosi di raccontarlo — perché anche nei piccoli gesti locali si accende la grande trasformazione energetica del Paese.

La curiosità uccise il gatto, ma non l’ecologia

La curiosità uccise il gatto, ma non l’ecologia

Come ci piace fare ogni tanto, cerchiamo di andare a scovare curiosità green divertenti, ma anche utili. Perché diciamoci la verità, tante volte le buone intenzioni non portano sempre ad un comportamento corretto. Un po’ la stanchezza, un po’ il poco tempo a disposizione, un po’ il “tanto che cambia?!”, insomma finiamo per dimenticarci di essere persone civili e rispettose dell’ambiente.

Ma c’è il vostro Magazine di IGL che vi riporta sulla retta via e vi fa risuonare in testa le svegliette ecologiche.

Driiinnn!

Lo sapevate che la maggior parte degli elettrodomestici consuma energia anche quando è in stand-by? Probabilmente no. Negli Stati Uniti, secondo gli ultimi studi, gli apparecchi elettronici in stand-by consumano più energia di quanta ne riescano a produrre tutti gli impianti fotovoltaici del paese. Il consiglio valido in generale, per tutti gli apparecchi elettrici, è evitare lo stand-by, ricorrere alle multi-prese e utilizzare un wattmetro che ci aiuti a capire quali sono gli apparecchi energivori, prestando loro maggiore attenzione. Il frigorifero è in prima posizione in quanto a consumo, ma di certo quello non si può spegnere!

Driiinnn!

Lo sapevate che si può produrre energia anche dalla spazzatura? Questa non è male, approfondiamo!

È proprio dagli scarti che viene rilasciato il metano, un gas naturale, il quale, essendo un gas serra, può essere utilizzato per la produzione di energia, ed è un ottimo modo per evitare che venga immesso nell’ambiente. Attraverso le nuove tecnologie di cui sono dotati gli impianti di ultima generazione, 4 tonnellate di spazzatura sono in grado di sprigionare l’energia di una tonnellata di petrolio, 1,5 tonnellate di carbone o 5 di legno. Gli inceneritori di seconda generazione, anche noti come termo-valorizzatori, oltre a bruciare i rifiuti recuperano il calore sviluppato durante la combustione e lo riutilizzano per produrre vapore; quest’ultimo, a sua volta, viene convogliato e sfruttato per produrre energia elettrica o calore tramite il teleriscaldamento.
Un bene per il pianeta, un grosso vantaggio anche per noi!

DRIIINNN!

Lo sapevate che la Norvegia ottiene circa il 99% di tutta l’energia elettrica di cui necessita dall’acqua? In questo modo guadagna il primato di paese in cui l’energia idroelettrica è più efficiente. Grazie all’abbondanza di riserve d’acqua e di salti, la nazione ha potuto dotarsi di ben 31GW di potenza installata idroelettrica in grado di produrre ogni anno 144TWh di energia, pari a circa la metà del fabbisogno italiano.

Inoltre, in Norvegia l’acqua occupa circa il 5,05% della superficie totale. Questa frazione può sembrare insignificante, fino a quando non si scopre che la Norvegia ha la seconda più grande percentuale di acqua rispetto alla terra a livello globale, dietro solo al Canada con l’8,93%. In più, tra i corpi idrici ci sono i fiordi norvegesi. Con oltre 1.000 fiordi che attraversano il Paese, la Norvegia è il Paese che ospita il maggior numero di fiordi al mondo. Con questa risorsa idrica viva e attiva a disposizione del Paese, la Norvegia si vanta di essere la nazione europea con la più alta capacità idroelettrica.

Che ne dite? Vi sono piaciute?

Se ne volete altre, scrivetelo nei commenti. Chiedete e vi sarà dato. Come sempre: IGL, dalla parte del cliente.

Al prossimo articolo!

Hai voluto la bicicletta? E allora usala!

Hai voluto la bicicletta? E allora usala!

Un filosofo cinese dell’antichità amava dire che “la parte più difficile di un viaggio è la porta “. Questo perché, nonostante la volontà e le buone intenzioni, iniziare un percorso nuovo può rivelarsi arduo, soprattutto all’inizio, quando non si sa da che parte girarsi. Se non si trovano risposte ai dubbi o non si hanno esempi da seguire, è molto facile che le motivazioni vengano meno: oggi parliamo del Bike to Work.

Partiamo dall’inizio, ovvero dal momento in cui nasce dentro di noi la volontà di provarci, di dire “quasi quasi ci vado in bici”. Visto che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, vediamo come colmare quel vuoto. Alzi la mano chi, quando ha pensato “quasi quasi vado al lavoro in bici” non sia stato immediatamente inondato di pensieri che mettevano in discussione ogni motivazione. “Sì ma ci sono troppe auto: come faccio?” “Già ma poi cosa la pago a fare l’assicurazione della macchina?” “E poi come faccio se sudo?” “Ma con ‘sto freddo, all’aperto?”

Per superare i timori iniziali si può usare un metodo molto semplice: scrivere le proprie intenzioni. Prendete un foglio bianco e tracciate tre righe verticali, che saranno le colonne della tabella. La prima colonna la chiameremo “Vantaggi”:

– Risparmiare

– Restare in forma

– Evitare il traffico

Nella seconda colonna che chiameremo “Svantaggi”:  

– Pericolo

– Alzarsi prima

– E per fare la spesa?

Ora, per ogni svantaggio o timore che avete scritto, valutate se esiste una soluzione concreta che potete mettere in atto e scrivetela nella terza colonna: la Soluzioni. Poi, contate i vantaggi che avete inserito nella prima colonna e gli svantaggi che sono rimasti senza soluzione e fate un paragone: quali sono in maggior numero? Questo metodo è molto pratico e funzionale perché permette di avere una visione a 360° del progetto e capire che molto spesso i nostri timori sono infondati.

Usare la bicicletta per andare a lavorare non è solo cambiare mezzo di trasporto, ma quasi una scelta o una filosofia di vita. Saremmo disonesti se dicessimo che sarà tutto bello, facile e vi ritroverete a pedalare in mezzo alla natura con il sole sulla faccia. Ci sono dei problemi da affrontare, usare diversi metodi per trasportare le proprie cose o per organizzare il proprio tempo, ma non è niente di impossibile.

La prima cosa da fare è trovare la bicicletta giusta: da città o da viaggio, è indifferente. L’importante è che sia la vostra bici, sia della vostra misura e che l’abbiate regolata in base alla vostra corporatura. Una volta trovata, il resto è soltanto organizzazione pratica: problemi logistici che si possono risolvere facilmente.

Infine, dato che raramente abbiamo corsie dedicate, dobbiamo considerarci come degli utenti della strada a tutti gli effetti, che dobbiamo dividere con automobili, motocicli e pedoni, per cui vedremo in maniera approfondita come comportarci in ogni situazione, per garantirci la massima sicurezza possibile.

Che dire, il nostro viaggio è cominciato e abbiamo imboccato la porta giusta, quella che ci condurrà a cambiare decisamente modo di muoverci. Noi di Italia Gas e Luce lo facciamo da sempre.  Qualcuno potrebbe dire: Facile! Avete la sede in Versilia, a Lido di Camaiore, siete già abituati agli spostamenti in bicicletta sul mare, quindi non fate testo! Può anche essere vero, ma vi possiamo assicurare che, superati i primi dubbi, la strada sarà solo in discesa. Provateci e non ve ne pentirete. Il nostro filosofo cinese ne sarebbe davvero soddisfatto.

Un cliente felice è il nostro unico obiettivo

Un cliente felice è il nostro unico obiettivo

Devo ammetterlo, quando ho cominciato a collaborare con Italia Gas e Luce ne sapevo ben poco di energia rinnovabile, carbon fossili, combustione, lettura di bollette, pun, pod, volture, ecc… Come credo la maggior parte di voi. Arrivava la bolletta e la pagavo, poi dopo è arrivato il rid bancario, la rateizzazione, ma finiva sempre che dovevo pagarla, e sperare solo che fosse più bassa del bimestre precedente. Lamentarsi non serviva a niente, e soprattutto non cambiava le cose. Questo era il mercato tutelato, dove l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente, detta ARERA, stabiliva i costi e le condizioni dei contratti energetici.

Con l’avvento del Mercato Libero, invece, i costi e le condizioni contrattuali sono fissati direttamente dai fornitori di energia. Ecco che abbiamo avuto a possibilità di scegliere il fornitore e l’offerta che meglio si adattavano alle nostre esigenze. Decisamente la svolta. Innegabile la confusione iniziale, e ora che si fa? Sarà meglio o peggiorerà ancora? Considerazioni lecite e comprensibili. E via con ricerche compulsive in rete per non farsi trovare impreparati, ovviamente trovando di tutto, offerte imperdibili, indimenticabili, irripetibili, irrinunciabili. Ci siamo cascati, ci abbiamo creduto, come potevamo fare diversamente!

Poi, però, ci siamo fatti furbi, abbiamo cominciato a selezionare, come con le mail spam, abbiamo imparato a riconoscere e ad allontanare le sirene di Ulisse.

Noi di Italia Gas e Luce ci teniamo alla trasparenza, non quella dei vestiti in estate sia chiaro, sto parlando di trasparenza e sincerità nei confronti di chi ci sceglie, e questo diventa quasi una missione. Un cliente felice è il nostro unico obiettivo. Lavoriamo quotidianamente per farlo.

A cominciare da chi sta in azienda, che con gentilezza e competenza risponde alle vostre chiamate. Non per niente possiamo vantare un servizio a cinque stelle, certificato da Google

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Stai con noi di IGL, vedrai che non saremo mai la tua nuova mail che finisce nello spam!

Sustainable Fashion VS Fast Fashion

Sustainable Fashion VS Fast Fashion

“La vedi questa camicia? Era di mio nonno, ha 40 anni. È la mia preferita! Sembra ancora nuova”

“Lo vedi questo top? L’ho comprato ieri, e credo proprio che non lo indosserò più domani”.

 

I dati parlano chiaro, la moda sostenibile sembra essere passata dall’essere un vezzo di pochi ad una scelta consapevole per molti consumatori nel mondo del fashion.

L’Italia è indubbiamente tra i paesi più in linea con questa tendenza. Il made in Italy, da sempre sigla rappresentativa di un lifestyle esclusivo e apprezzato in tutto il mondo, nonché sinonimo di alta qualità, è sempre più ricercato. Secondo recenti ricerche risulta che più della metà della popolazione italiana si rifiuterebbe di acquistare un prodotto d’abbigliamento da una casa di moda che non abbia delle linee etiche e ambientali ben precise.

La moda è uno dei settori ad avere maggior impatto ambientale: ne è una prova il fatto che essa è la causa dell’inquinamento del 20% delle acque potabili globali. Per questo motivo moltissimi consumatori oggi si orientano verso scelte maggiormente responsabili per la società e l’ambiente che le circonda. Questa particolare attenzione è propria, in particolar modo, della generazione Z, la quale, sempre attiva sui social, guarda alla sustainable fashion con sempre maggior interesse. Basti pensare alla crescente popolarità dello stile “old money”, che su Tik Tok è stato trasformato in un vero e proprio trend virale, e che sta ad indicare coloro che aspirano alla creazione di uno stile che rifiuta apertamente la caducità del fast fashion per un modo di vestire ispirato al passato, esclusivo e dalla qualità altissima.

Di altrettanto successo è il mercato secondhand che, come mostrano recenti ricerche, rappresenta già dal 3% al 5% del settore complessivo dell’abbigliamento, e potrebbe crescere fino al 40%. Sebbene gli articoli di seconda mano costituiscano circa un quarto degli armadi degli acquirenti di pezzi pre-loved, si prevede che nel 2023 costituiranno il 27%. A sceglierli sono ancora una volta i consumatori della Generazione Z, i più propensi ad acquistare (31%) e vendere (44%) articoli di seconda mano, seguiti dai millennial. Il 40% degli acquirenti considera l’usato come un modo per consumare moda in modo sostenibile, e altrettanti consumatori scelgono questo mercato per l’ampia scelta e i pezzi unici che offre. Anche il ‘brivido della caccia al tesoro’ e l’opportunità di negoziare con i venditori sono fattori sempre più popolari per l’acquisto di abbigliamento di seconda mano.

Di questo stesso stampo sono anche siti, già di tendenza da alcuni anni, come Vinted e Vestiaire Collective, i quali permettono ai loro utenti di vendere e acquistare in totale libertà. Quindi, se acquistare meno è acquistare meglio come si spiega un fenomeno globale come quello di Shein?

Per chi non lo conoscesse Shein è un negozio online di abbigliamento a basso costo che in pochi anni ha raggiunto e superato le maggiori catene Fast Fashion del mondo. Shein è infatti valutato oltre 30 miliardi di dollari e dal 2020 è diventata la più grande azienda di moda, esclusivamente online, del mondo. Si tratta di un marchio decisamente economico, motivo che lo ha reso così popolare, che vende vestiti che arrivano a costare pochi euro l’uno. In molti si sono chiesti come il colosso cinese possa produrre questi abiti a prezzi così bassi e la risposta è che purtroppo a farne le spese sono i suoi lavoratori. Questi, infatti, lavorano fino a 18 ore al giorno, 7 giorni su 7 e sono pagati 3 centesimi a capo di abbigliamento. La fonte di questi dati è il documentario investigativo “Untold: the Shein Machine” che mostra, grazie ad una donna sotto copertura, cosa significhi davvero lavorare in una fabbrica che produce abiti per quel marchio.

Le contraddizioni nel mondo della moda, dunque, sono molte e seppure l’attenzione alla sostenibilità sia sempre più diffusa è anche vero che la continua crescita di colossi come Shein ci deve far riflettere sul fatto che un capo seppure più economico per il consumatore diventa un costo insostenibile per il pianeta in termini di risorse, inquinamento e sfruttamento umano.

Noi di Italia Gas e Luce non ci nascondiamo, e stiamo, come sempre, dalla parte del sostenibile. Abbiamo appena visto che con un po’ d’attenzione, ricerca e gusto si può essere alla moda senza svuotare il portafoglio, e soprattutto senza recare troppo danno al nostro pianeta. Tu da che parte stai?

Chi l’orto fa da sé, lo fa per tre

Chi l’orto fa da sé, lo fa per tre

Dottore, ho il morale sotto i piedi, sono stressato e il cuore che mi batte sempre forte

Non si preoccupi, le prescrivo dell’ortoterapia

… È una cosa grave, dottore?

Hai sempre sognato un orto fai da te in casa, ma non hai mai avuto il coraggio? Non autocommiserarti troppo, magari ti è mancato un po’ il tempo o non hai mai trovato spunti interessanti da cui partire per creare il tuo personale angolo verde, anche se abiti in città. Certo è che gli orti urbani sono una realtà sempre più presenti: sono belli da vedere e apportano molti benefici alla salute (individuale e collettiva), sono utili e funzionali perché consentono di avere le verdure che preferisci a km 0 e in più, danno un tocco di originalità ai tuoi spazi all’aperto, fino anche a decorare con stile gli ambienti interni.

Lavorare la terra poi, in giardino o in vaso, aiuta corpo e mente a stare in forma e in salute. L’ortoterapia se eseguita con costanza infatti può aiutare a: migliorare l’umore, allontanare ogni forma di stress, regolarizzare la pressione del sangue, migliorare la fiducia in se stessi e l’autostima. Coltivando un orto, quindi, ci prendiamo cura della nostra salute.

Ovviamente per cominciare bisogna acquistare un kit per il giardinaggio base, così da avere tutto il necessario. E poi scegliere cosa piantare nell’orto di casa. Ricordati di seguire le stagionalità delle piante: ognuna ha il suo periodo di semina e quello di raccolta, che dobbiamo assolutamente rispettare: un calendario delle piante da seminare mese per mese può tornarti utile. E non dimenticarti mai di chiedere consigli utili a chi è esperto, così da conoscere tutti i trucchi per tenere lontani insetti, parassiti, malattie e seguire tutti gli accorgimenti per piante da orto forti e sane.

In linea di massima gli ortaggi e i frutti più facili da coltivare sul balcone e in luoghi ristretti sono: lattughe, basilico, prezzemolo, rucola, fragole, cipolle, pomodori, zucchine, cetrioli, peperoni, melanzane.

Ma come sistemare poi queste piantine per organizzare bene gli ambienti e garantire loro la giusta esposizione al sole?

Il fai da te ci permette di creare tantissimi angoli dedicati alla nostra passione green, con materiali di recupero e tanta creatività. Non ti devi preoccupare se lo spazio è poco, se hai un balcone piccolo o se in giardino è tutto occupato da altro. Sono tantissime le idee originali per un orto fai da te che puoi iniziare a fare subito in casa. Troverai sicuramente l’angolo più idoneo. Per esempio, le pareti dei balconi (o anche di spazi interni per chi vuole avere un profumo naturale in tutta casa) possono ospitare fioriere verticali dove piantare le erbe aromatiche utili per le nostre ricette in cucina. Basta ricreare una parete in cui installare i nostri vasi e il gioco è fatto. Inoltre, le pedane in legno si possono recuperare a costo zero e si possono trasformare in fioriere con ruote, per muovere agevolmente. Ideali per piantare ad esempio l’insalata.

Che dire poi dei vasi appesi? Sono l’ideale per balconi piccoli, spazi che si sviluppano in verticale oppure per coltivare qualcosa indoor.

Ricorda che non solo le piante aromatiche si possono coltivare in verticale. Se lo spazio in orizzontale non c’è, permetti alle tue piante di svilupparsi in alto, con piante coltivate su pareti decorate dove installare i vasi con dentro gli ortaggi che preferisci.

Allora, siamo stati bravi? Secondo noi tu lo sarai di più! Cosa aspetti a creare il tuo piccolo spazio di benessere verde in casa? Siamo certi che non riuscirai più fare a meno di annaffiatoi, semi, zappe e guanti colorati per prenderti cura giorno dopo giorno delle tue piantine, che cresceranno forti e sane e saranno anche loro da primo premio.

Allora, come si sente, come va con l’ortoterapia?

Dottore, mai stato meglio!

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