Concerti e sostenibilità: cosa sta facendo davvero il Nameless Festival

Concerti e sostenibilità: cosa sta facendo davvero il Nameless Festival

Negli ultimi anni il mondo degli eventi sta cambiando rapidamente.
Concerti e festival non sono più solo intrattenimento, ma diventano sempre più spesso occasioni per sperimentare nuove soluzioni sostenibili.

Un esempio concreto arriva dal Nameless Festival, uno degli eventi musicali più seguiti in Italia, che ogni anno si svolge sul Lago di Como.

Nato come festival dedicato alla musica elettronica e urban, negli anni è diventato un punto di riferimento per il pubblico più giovane, ospitando artisti internazionali e DJ tra i più importanti della scena.

Oggi il Nameless è conosciuto non solo per la musica e l’atmosfera, ma anche per la sua capacità di evolversi e intercettare le nuove tendenze.

L’edizione di quest’anno è in programma dal 30 maggio al 1° giugno, per tre giorni di musica e partecipazione, ma anche di attenzione crescente verso l’impatto ambientale.

Un palco alimentato a zero emissioni

Tra le novità più interessanti introdotte dal festival c’è l’utilizzo di un palco completamente alimentato da batterie a emissioni zero.

Si tratta di una soluzione innovativa che permette di ridurre l’impatto ambientale senza rinunciare alla qualità dell’esperienza.

È un segnale chiaro: anche eventi di grandi dimensioni possono iniziare a cambiare il modo in cui utilizzano l’energia.

Mobilità e materiali: piccoli cambiamenti concreti

Il Nameless Festival ha introdotto anche altre soluzioni pratiche:

  • utilizzo di veicoli elettrici ricaricati con energia pulita
  • impiego di bicchieri e bottiglie in r-PET nell’area food & beverage
  • maggiore attenzione ai materiali utilizzati per le strutture

Non si tratta di rivoluzioni isolate, ma di una serie di scelte che, insieme, contribuiscono a ridurre l’impatto complessivo dell’evento.

Raccolta differenziata e sensibilizzazione

Un altro aspetto importante riguarda la gestione dei rifiuti.

Durante il festival viene organizzato un sistema di raccolta differenziata e vengono promosse iniziative per sensibilizzare il pubblico sul tema del riciclo.

Tra queste, anche la raccolta di lattine per la realizzazione di installazioni artistiche, un modo concreto per coinvolgere le persone e trasformare un gesto semplice in qualcosa di visibile.

Un cambiamento che coinvolge tutti

Quello che emerge è che la sostenibilità negli eventi non riguarda solo l’organizzazione, ma anche il pubblico.

Chi partecipa a un festival diventa parte attiva del cambiamento, attraverso piccoli comportamenti quotidiani.

È un approccio diverso rispetto al passato, in cui anche l’esperienza dell’evento si trasforma.

Il futuro dei festival

Il Nameless Festival dimostra che il mondo degli eventi può evolversi senza perdere la propria identità.

La musica, l’energia e il coinvolgimento restano gli stessi, ma si affiancano a una maggiore attenzione verso l’ambiente.

È un percorso ancora in evoluzione, ma che indica una direzione chiara: anche il divertimento può diventare più sostenibile.

Il punto di vista di Italia Gas e Luce

Sempre più settori stanno cercando soluzioni per ridurre il proprio impatto, e il mondo degli eventi non fa eccezione.

Italia Gas e Luce crede che la sostenibilità passi anche da queste iniziative, perché dimostrano che il cambiamento è possibile in ogni ambito, anche in quelli più complessi.

Sanremo 2025 e gli artisti green

Sanremo 2025 e gli artisti green

L’edizione numero 75 del Festival di Sanremo ha purtroppo lasciato fuori dai testi delle canzoni le tematiche ambientali, senza riferimenti diretti al cambiamento climatico o alla tutela del pianeta.

Tuttavia, abbiamo cercato di scovare il green tra i protagonisti della kermesse, e siamo felici di raccontarvi chi si è distinto per il proprio impegno ambientale.


Gli artisti di Sanremo 2025 che si sono distinti per il loro impegno green:


1. Rose Villain – Make-up vegan e cruelty-free

La cantante e rapper Rose Villain, nota per il suo stile eclettico e il suo impegno per il benessere animale, è vegana e ha lanciato la linea di cosmetici Good Villain, interamente vegan e cruelty-free. «I prodotti che amavo, in versione “pulita”, non esistevano», ha dichiarato l’artista.
In occasione di Sanremo 2025, ha collaborato con Alpro per lanciare il Villain Café, un pop-up bar nel cuore della città con cappuccini vegetali e pasticceria vegan, dimostrando che la sostenibilità può essere gustosa e alla portata di tutti.

 


2. Brunori Sas e l’azienda vinicola naturale


Tra i nomi più importanti della scena musicale italiana, Brunori Sas ha da sempre espresso un forte legame con la natura nei suoi testi. Oltre alla musica, possiede un’azienda vinicola naturale, Le Quattro Volte, in cui applica tecniche di produzione sostenibili senza manipolazioni chimiche. I suoi vigneti si trovano in una zona ricca di biodiversità, e la sua filosofia produttiva è completamente eco-friendly.

 


3. Francesca Michielin – Riforestazione e divulgazione green


Francesca Michielin unisce musica e sostenibilità in modo attivo. Grazie alla collaborazione con Treedom, gli ascolti in streaming del suo album “2640” hanno contribuito alla creazione di una foresta di alberi di avocado in Kenya. «La mia musica fa crescere gli alberi», ha raccontato la cantautrice.
Ha inoltre condotto il programma “Effetto Terra” su Sky Nature, dedicato alla sostenibilità e alla divulgazione scientifica, portando al pubblico temi legati all’ambiente e alla necessità di un cambiamento consapevole.

 


4. Francesco Gabbani – La sostenibilità in TV e il riconoscimento Eco Move Prize


Oltre ad essere un artista di grande talento, Francesco Gabbani ha condotto il programma televisivo “Ci vuole un fiore”, interamente dedicato alla sostenibilità. Il suo obiettivo è diffondere messaggi eco-friendly attraverso la musica e la narrazione.
Il 12 febbraio 2025, Gabbani è stato premiato con l’Eco Move Prize, un prestigioso riconoscimento assegnato a personalità e istituzioni che si distinguono per il loro impegno a favore dell’ambiente. La cerimonia si è svolta nella cornice del Casinò di Sanremo, sottolineando ancora una volta il legame tra cultura e sostenibilità.

 


5. Mahmood – Messaggi animalisti nei videoclip


Mahmood, co-conduttore di Sanremo 2025, ha utilizzato la sua arte per sensibilizzare il pubblico sul tema del rispetto degli animali. Nel videoclip della sua canzone “Tuta Gold”, ha inserito riferimenti animalisti, portando sotto i riflettori una tematica spesso poco trattata nel mondo della musica mainstream.

 

6. Lucio Corsi, il glam-rock senza firme: “La moda non mi interessa”


Ultimo, ma non per importanza, Lucio Corsi che si è distinto sul palco dell’Ariston non solo per la sua musica, ma anche per la scelta di restare fedele a sé stesso, senza affidarsi a stylist o brand di lusso. «A me della moda non me ne frega assolutamente niente» ha dichiarato senza mezzi termini, sottolineando come il suo stile sia sempre stato legato alla musica, non alle tendenze del momento. Mentre gli altri artisti si destreggiavano tra fitting e accordi commerciali, lui ha deciso sera per sera cosa indossare, portando in scena i suoi costumi abituali, con magliette iconiche come quella con la scritta “trash” o Gatto Silvestro. Un’attitudine che richiama lo spirito originario del glam-rock: «Quella era un’estetica fatta di stracci, non di grandi firme»


Nonostante l’assenza di brani a tema ambientale, il Festival ha comunque messo in atto alcune iniziative per ridurre il proprio impatto ecologico e promuovere la sostenibilità:


✅ Collaborazione con Trenitalia, per incentivare l’uso del trasporto pubblico e ridurre le emissioni di CO2 legate agli spostamenti.


Living Garden Hub, uno spazio innovativo in cui artisti, esperti e istituzioni hanno discusso di sostenibilità, innovazione e ambiente.



Noi di Italia Gas e Luce crediamo che la sostenibilità sia il futuro. Per questo siamo felici di vedere che anche il mondo della musica, anche se a piccoli passi, si sta muovendo in questa direzione.


La cultura e l’intrattenimento possono essere strumenti potenti per sensibilizzare le persone su tematiche ambientali e promuovere uno stile di vita più consapevole.


💚 Se anche voi volete fare la differenza, scegliete energia 100% rinnovabile con Italia Gas e Luce! 💚

Nessun ombra su Umbria Jazz

Nessun ombra su Umbria Jazz

La musica dal vivo è da sempre sinonimo di libertà, a volte di ribellione, sicuramente di aggregazione. Chi non mette nei giorni memorabili della propria giovinezza almeno un concerto che ha visto? Chi non si è innamorato perdutamente o ha pianto per la fine di un amore, sotto un cielo gonfio di stelle, al concerto della propria band preferita? Insomma, la musica e i concerti sono i nostri compagni ideali per “smuovere” tutto quello che di bello e di brutto portiamo dentro, sia da adolescenti che da adulti.

Certo, c’è modo e modo per esternare tutta questa energia sentimentale. Fino a poche stagioni fa il “Concertone” era sinonimo anche di spreco, sporcizia, e maltrattamento dei luoghi dove si teneva l’evento. Un esempio su tutti: il Jovanotti beach club, che ha destato, degli ultimi anni, innumerevoli critiche sulla gestione dei luoghi in tema di ecosostenibilità, sempre però duramente smentite dal diretto interessato.

Per fortuna, tutto sta cambiando: esempio lampante è “Umbria Jazz”, uno tra i festival musicali più famosi e apprezzati in Italia appena concluso, che festeggia 50 anni, diventato il primo festival green certificato EcoEvents.  Il bello di Umbria Jazz è quello di animare tutta la città di Perugia da mattina a sera, non solo con gli show all’aperto sui palchi principali ma anche con la parola d’ordine sostenibilità bene in mente! Le iniziative che il Festival, insieme a  una regione verde come l’Umbria, hanno abbracciato, vanno dall’utilizzo nei punti ristoro di prodotti, quali bicchieri, piatti, posate e tutto ciò che si rende necessario nelle varie fasi della ristorazione, esclusivamente in materiali 100% biodegradabili e compostabili o riutilizzabili,  all’istallazione di erogatori d’acqua e la promozione dell’uso di borracce e di bicchieri in plastica durevole, per ridurre il ricorso all’usa e getta.

Dalla preparazione degli alimenti con prodotti a basso contenuto d’imballaggi, all’allestimento di isole ecologiche all’interno degli spazi delle manifestazioni, promuovendo al contempo iniziative di informazione e sensibilizzazione in tema di riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riuso e riciclo.

Senza dimenticare l’azzeramento delle emissioni di CO2 tramite l’adesione a progetti nazionali e internazionali di compensazione. O l’impegno a favorire la mobilità sostenibile, attraverso la scelta della location.

Infine, con l’utilizzo di campagne informative e di sensibilizzazione per diffondere tra il pubblico di riferimento l’uso dei mezzi pubblici, la limitazione dell’utilizzo dell’automobile favorendo la disponibilità di navette gratuite per raggiungere i luoghi dei festival, o il car-sharing, come anche il noleggio di biciclette, favorendo la mobilità pedonale e ciclabile grazie alla predisposizione negli spazi dove si svolgono gli eventi di aree dedicate a chi opera questa scelta.

Umbria jazz è uno spot vivente all’ecosostenibilità.

 

Perché la musica è un valore condiviso, un’energia pulita e rinnovabile che fa bene alle persone e alla comunità.

Dunque, davvero un ottimo risultato e traguardo che lascia margini di miglioramento per le prossime edizioni e contribuirà a fare da traino per l’intero mondo dello spettacolo dal vivo italiano.

Termini e Condizioni