Dalla buccia al tessuto: la visione sostenibile di Romane Poret

Dalla buccia al tessuto: la visione sostenibile di Romane Poret

L’industria tessile è tra le più inquinanti al mondo: consuma enormi quantità di acqua, energia e sostanze chimiche, e produce montagne di rifiuti. Per questo, sempre più designer e ricercatori stanno cercando alternative circolari e sostenibili. Una di loro è Romane Poret, giovane creativa francese che trasforma scarti di frutta e verdura in tessuti.

Chi è Romane Poret

Romane Poret è una studentessa francese. Studia design e belle arti alla sezione design dell’École supérieure d’art et de design TPM e ha fatto del recupero degli scarti ortofrutticoli la base del suo lavoro. Sul suo profilo Instagram “studioevaporer” mostra creazioni uniche realizzate con bucce, fibre e residui vegetali: giacche, gonne, borse e persino cravatte.
Inoltre, è presente su TikTok con lo stesso nome @studioevaporer, dove condivide video del processo creativo, dietro le quinte e sperimentazioni.

Le sue pubblicazioni sui social sono parte integrante del progetto: Romane documenta i passaggi del lavoro artigianale, le prove, gli errori e i miglioramenti, mostrando al pubblico quanto sia sperimentale e affascinante il percorso verso materiali più sostenibili.

Come nascono i tessuti vegetali

Il procedimento messo a punto da Romane è ancora in fase sperimentale, ma segue alcune fasi comuni:

  • Selezione degli scarti: barbabietole, bucce di agrumi, mango, banane, zucchine e altri vegetali.
  • Cottura e macerazione: da cui si estraggono fibre naturali come cellulosa e pectina.
  • Unione con leganti naturali: come l’agar-agar, per aumentare la coesione.
  • Stesura e asciugatura: che danno origine a sottili fogli vegetali.
  • Lavorazione sartoriale: taglio, cucitura e finitura per trasformare i fogli in veri e propri capi.

Il materiale è biodegradabile e unico nella sua texture e nei suoi colori, ma Romane stessa ammette che la sfida è renderlo più resistente e durevole.

Opportunità e sfide

Il lavoro di Romane apre a nuove prospettive per l’economia circolare: trasformare rifiuti alimentari in risorsa significa ridurre sprechi e impatto ambientale. Inoltre, questi tessuti hanno un valore estetico speciale, con sfumature e irregolarità che li rendono autentici e artigianali.

Restano però alcune sfide: la fragilità del materiale, la difficoltà di standardizzazione e la scalabilità del processo. Sono ostacoli comuni a chi sperimenta nuove frontiere del tessile sostenibile, ma anche stimoli a investire in ricerca e innovazione.

Verso il futuro

Il lavoro di Romane Poret non è solo una sperimentazione artistica, ma un messaggio concreto: è possibile ripensare la moda e il tessile partendo da ciò che solitamente consideriamo rifiuto. Un’idea che apre a scenari innovativi e che si inserisce perfettamente nella missione di Italia Gas e Luce: sostenere uno stile di vita più consapevole, circolare e rispettoso dell’ambiente.

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